Risorse per Te

Risorse pratiche e spunti di riflessione per ragazzi e genitori

A minimalist waiting area for a counseling practice, featuring two empty, contemporary chairs with curved wooden frames and upholstered seats, angled slightly toward a round, pale-wood coffee table. On the table lies a single, carefully stacked set of neutral-colored magazines and a small potted plant with rounded leaves. The walls are light beige with one understated abstract painting in soft blues and creams. Soft studio-style lighting mimics natural daylight, evenly illuminating the space with subtle shadows beneath furniture. Photographic realism at a slightly wide angle conveys clarity, professionalism, and calm anticipation in a non-intimidating, welcoming environment.
A large, cushioned bench by a window, covered with a textured, oatmeal-colored throw and two supportive, structured pillows in muted teal and sand tones. A small side table holds a glass of water and a closed journal, hinting at recent reflection. Outside the window, blurred foliage suggests a quiet urban garden, intentionally out of focus. Gentle golden-hour light pours in, outlining fabrics and edges with a soft glow and casting long, tranquil shadows. Photographic realism and a wide, horizontal composition create a peaceful, welcoming atmosphere, symbolizing a safe place to rest during a counseling path without showing any human presence.

Esercizi

Piccole pause guidate, respirazioni consapevoli, domande per fare chiarezza: qui trovi strumenti semplici da usare ogni giorno per rallentare, ascoltarti e coltivare quello spazio interno in cui puoi finalmente respirare.

Domande frequenti

Che cos’è il counseling e in cosa si distingue dalla psicoterapia?

Il counseling è uno spazio di ascolto e di confronto in cui accompagno le persone a mettere a fuoco ciò che stanno vivendo, a dare un nome alle emozioni e a trovare nuove modalità per affrontare le difficoltà. La psicoterapia è un intervento più profondo e a lungo termine, che riguarda soprattutto la cura dei disturbi psicologici. Come counselor non faccio diagnosi né prescrivo farmaci e, quando percepisco che la situazione lo richiede, propongo sempre un invio o un lavoro integrato con una figura psicoterapeutica.

Quando è il momento giusto per chiedere aiuto?

Di solito i genitori arrivano da me quando sentono che qualcosa non torna più come prima: il figlio è più chiuso, irritabile, fatica a scuola, dorme male. Il momento giusto è quando, nonostante i vostri tentativi, la situazione non migliora. Non è necessario aspettare che il problema diventi “grave”: intervenire prima permette di sciogliere più facilmente i nodi e prevenire una sofferenza più profonda.

Cosa succede durante le sedute di counseling?

Offro a vostra figlia o vostro figlio uno spazio sicuro, riservato e non giudicante. Non si tratta di un interrogatorio né di una lezione, ma di un dialogo in cui cerco di capire il suo punto di vista e restituirgli nuove chiavi di lettura. Utilizzo strumenti diversi a seconda dell’età: colloqui verbali, piccoli esercizi di riflessione, attività creative, mappe per mettere ordine tra pensieri ed emozioni.

Il figlio deve venire da solo o con i genitori?

Di solito propongo un primo incontro con i genitori per ascoltare il vostro punto di vista e chiarire aspettative e dubbi. Successivamente incontro l’adolescente da solo. Nel corso del percorso posso prevedere ulteriori incontri con i genitori o con l’intera famiglia, quando è utile lavorare sulla comunicazione o su alcune dinamiche relazionali.

Quanto dura un percorso di counseling?

Di solito propongo un primo ciclo di 5-6 incontri, a cadenza settimanale o quindicinale, al termine dei quali facciamo il punto. Da lì decidiamo insieme se proseguire, modificare il ritmo degli incontri o concludere il percorso.

Il counseling è riservato solo ai casi gravi?

No. Anzi, è particolarmente utile proprio quando le difficoltà sono ancora in una fase iniziale. Posso essere di aiuto in situazioni di ansia, calo del rendimento scolastico, conflitti in famiglia, bassa autostima, cambi di scuola. Quando invece emergono segnali di sofferenza più importante, valuto la situazione e, se necessario, vi accompagno a trovare una figura psicoterapeutica con cui collaborare.

Come posso fissare un primo colloquio?

Potete contattarmi tramite email scrivendo a: carlotta.bortesi@libero.it oppure telefonicamente al n. +39 3280059457. Il primo incontro conoscitivo è gratuito e senza impegno.